Gilgamesh

marzo 2009

“Va Ninurta, le chiuse d'acqua abbatte.”
Gilgamesh XI,102

Avremmo dovuto scavare la vasca. Avremmo dovuto riempirla dieci volte. Un mitico re di passaggio le avrebbe considerate "acque dell'oblio". Eppure, senza voler ostentare il nostro essere Britannici e il nostro atteggiamento eccessivamente preoccupati per il tempo (apparentemente è nevicato di recente nel Regno Unito.. ?), sull'Italia si è abbattuto la più grave perturbazione degli ultimi dieci anni. Da cui la necessità di scavare canali di drenaggio d'emergenza in giardino e aggiungere cemento armato in cantina e in lavanderia, sul lato che si appoggia alla collina.

La buona notizia è che le finestre sono quasi pronte. Sono ancora a Lucca, comunque. Continua l'eterna frustrazione verso la famigerata burocrazia Latina, mentre cerchiamo di ottenere i permessi per portare sul fianco della collina un grande camion contenente i macchinari per l'intonaco - questi ridurrebbero il tempo per la stesura dell'intoncaco a un quarto rispetto ai tempi previsti dalla procedura manuale. Se avessimo previsto tutto questo avremmo cominciato a lavorare alla vecchia maniera - ah, con il senno di poi... Appena l'intonaco sarà steso le finestre potranno essere installate - poi i pavimenti - quindi i bagni. Tutto questo è incredibilmente vicino.

Il fabbro ha eseguito le misurazioni per i lavori in ferro battuto - balaustre, corrimano, ecc. Gli idraulici/elettricisti stanno installando gli impianti del primo piano e Luca e la squadra hanno finito gli interni che portano al piano superiore, con malta e calce naturali incredibilmente morbide, come per l'esterno. Speriamo che il camion arrivi prima che la strada scivoli giù per la collina. A quel punto esisteremo veramente nel paese.